![]() ![]() ![]() |
||
|---|---|---|
| Home > Articoli | ||
|
|
I NOSTRI ARTICOLI In questa sezione vengono raccolti gli articoli proposti dai nostri soci. Elenco degli articoli presenti:
Visita di Homma Sensei in Italia 11, 12 e 13 Marzo 2005 Nell’ambito dei profondi mutamenti
che hanno interessato il Kihon dojo negli ultimi anni e che l’hanno
visto attivo in un rilevante processo di trasformazione da dojo
affiliato all’Aikikai d’Italia a dojo indipendente; la visita del
maestro Homma Sensei assume un’importanza fondamentale nel creare
consenso ed unione attorno a valori ed obiettivi comuni. Le lezioni tenute dal maestro Homma in Italia, sono state un’occasione di riflessione, per capire la cultura e lo spirito dell’Aikido, per riflettere sulle tematiche che da più vicino si riferiscono alla nostra Arte marziale, delineando il disegno di scenari passati, sicuramente densi di complessità e peculiarità, dalle quali non si può prescindere, se l’intenzione è veramente quella di “capire”. In particolare il maestro Homma, ha approfondito le tecniche di Aikido puntando l’attenzione sulle relazioni che esistono tra Ken-jutsu, Jo-jutsu e Tae-jutsu, tema questo dominante di tutta la sua particolare didattica; soprattutto però, data la cospicua partecipazione di Yudansha, ha voluto dare preziose indicazioni sulla didattica in se, parlando dei sistemi e degli approcci più corretti, e quindi proficui, che l’insegnante deve avere con l’allievo. Da subito Homma Sensei ha chiarito che l’Arte Marziale, in quanto tale, suscita già di suo un’ attesa di austerità e di disciplina a chi gli si avvicina, e che può essere dunque controproducente enfatizzare tali aspetti instaurando un clima rigido e serioso nel Dojo. Homma Sensei ha tenuto a sottolineare che tale seriosità e austerità nella didattica, non solo si dimostra controproducente in termini di approccio mentale dell’allievo, ma tali aspetti possono essere veri e propri muri difficili da scavalcare anche di fronte all’esecuzione pratica del più semplice dei movimenti. A questo Homma Sensei ha subito contrapposto, dimostrandolo praticamente, un tipo di insegnamento gioviale e scherzoso, mirato a sciogliere le tensioni e a stimolare l’aspetto ludico e divertente della pratica. Attenzione, che non si fraintenda. Le tecniche di Homma Sensei sono basate su una grande efficacia marziale, ma questo non deve essere per forza collegato ad un ambiente di musoni, anzi. Il messaggio è stato proprio quello che con un giusto atteggiamento, rilassato e sereno verso l’apprendimento di cose nuove, l’allievo recepisce molto di più e molto più in fretta. A tal proposito, Homma Sensei ha dimostrato, per esempio, che molti dei movimenti che vengono considerati peculiarità dell’Aikido, sono effettivamente gli stessi movimenti che noi facciamo nella vita quotidiana, magari quando siamo in mezzo ad una folla e cerchiamo di non urtare o non farci urtare dai nostri vicini. E’ interessante come tali movimenti, da noi praticati con naturalezza per anni, se spiegati e praticati su un tatami, possano trasformarsi immediatamente in ostacoli insormontabili, e questo semplicemente perché la nostra mente, nel momento stesso in cui mettiamo piede nel Dojo e indossiamo il keikogi, viene automaticamente preparata per recepire qualcosa di “esoterico e micidiale”, di complicato ed elitario. Qualcosa che affonda le sue radici in migliaia di anni di combattimenti per la vita o per la morte!.... Queste visioni tuonano nelle nostre menti in maniera così potente che dimentichiamo che noi muoviamo il nostro corpo da quando siamo in venuti al mondo, e che quindi non siamo certo degli sprovveduti dell’attività motoria. E’ interessante a questo punto fare una piccola riflessione su quanto sia più facile per noi imparare i movimenti dei balli di gruppo in un villaggio turistico, piuttosto che un semplice kaiten, o un tenkan. Bene inteso, con questo non si vuole affatto affermare che i taisabaki siano facili o assimilabili a un ”Alligalli”. È ovvio che l’efficacia dei movimenti delle arti marziali è insita in dettagli e sfumature che solo con anni di pratica possono essere carpiti e fatti propri. Tuttavia, come approccio iniziale, sarebbe bene abbozzare con naturalezza un movimento che si avvicini a quello che dovrebbe essere e sul quale poi si possa lavorare per gradi, piuttosto che focalizzare le proprie attenzioni e le proprie pretese su dettagli difficili da cogliere, rischiando che poi ci si fissi per mesi su di essi, perdendo da subito la visione generale di quello che si sta facendo. È un po’ come quando uno scultore si appresta a creare una statua. Sarà molto più facile abbozzare prima le proporzioni per poi scendere nei dettagli, che viceversa. Al termine dell’incontro, il maestro Homma ha onorato Samuel ed Aurora Onofri del titolo di: “Referenti dell’Associazione A.H.A.N.” Samuel e Aurora onorati e commossi, hanno ringraziato il Maestro, quindi Samuel si e’ rivolto con orgoglio agli allievi del Kihon dicendo: “ L’impegno di tutti noi, nelle iniziative del Kihon dojo, ci consente di guardare al futuro con la consapevolezza di far parte dell’A.H.A.N., una rete mondiale di aiuti umanitari che opera attraverso l’Aikido, che continua con grande determinazione a crescere nel mondo. Vi sono grato per il contributo che ciascuno di Voi ha dato personalmente al raggiungimento degli obiettivi e al supporto del progetto “Aikido ….Naturalmente”e ho il piacere di fare a Tutti Voi i miei complimenti per l’eccellente lavoro svolto.”
L'Aikido arriva ad Anzio con il Maestro Gaku Homma (Settimanale "Il
Granchio" 25.03.05)
Dato che il settimanale ha diffusione nel solo territorio di Anzio e
Nettuno e non sarebbe possibile accedervi in altri territori, ci
permettiamo di fornire una copia dell'articolo in
Il Maestro (by Samuel) Considerazioni sul Seminario di Homma Sensei (by Sahi) Il seminario che il maestro Homma ha tenuto quest’anno per la prima volta in Italia il 10, 11 e 12 Aprile 2004, ha rappresentato per gli allievi del Kihon e tutti i partecipanti, un evento molto importante nella via che un budoka si accinge a percorrere. Homma Sensei con il Suo insegnamento, ci ha esortato a riflettere, a comprendere il senso di ogni azione/tecnica senza dare nulla per scontato ma partendo sempre e comunque dall’origine, dal motivo; ed e’ proprio da qui che si deve partire, dall’origine, dal senso di ogni azione, pensiero, intenzione. Spesso, un errore molto comune e’ decidere di fare qualcosa senza capirne bene il motivo ne’ tantomeno le conseguenze. Il rischio/risultato e’ snaturare l’azione stessa, privandola della sua efficacia. Homma Sensei utilizza l’esempio di andare al cinema e vedere un film avendo perso i primi due minuti d’inizio, e dice che sicuramente perdere due minuti non ci preclude la comprensione del resto del film; ma non aver capito l’inizio significa aver omesso l’origine e tutti i legami successivi che comunque ne sono vincolati inesorabilmente. L’origine per me inizia con domande apparentemente molto semplici: 1. Perche’ ho deciso di praticare l’Aikido? Alla prima domanda potrei rispondere che mi piace l’idea di ricercare un equilibrio e controllo della mente attraverso lo studio di movimenti precisi del corpo (in situazioni di pericolo) 2. La mia interpretazione dell’Aikido Alla seconda domanda rispondo che per me l’Aikido non e’ solo un’arte marziale che muore sul tatami bensi’ una filosofia di vita; UNO ZEN DINAMICO. Una predisposizione dello spirito che si evolve con l’esercizio del corpo. Sensei Homma non perde occasione per ribadire che l’Aikido e’ infinito e che a fronte di un attacco la tecnica di risposta puo’ avere tante differenti sfumature; l’importante e’ non prescindere dall’origine, dai famosi 2 minuti del film persi in cui la scena prevede che ci sia un reale attacco una reale difesa e dove le possibilita’di “salvarsi” sono al 50%. E’ solo fissando bene certi punti che si può iniziare a praticare. La consapevolezza di ricevere un vero attacco e di dover affrontare un combattimento, e’ la base da cui nascono infinite possibilità, ma non si può prescindere da essa. Homma Sensei ci ha accennato alcune di queste infinite possibilità, lasciandoci tutti a bocca aperta, stupiti ed attoniti per quanto possa essere esteso l’orizzonte; eravamo entusiasti perchè ne riuscivamo tutti ad intuire la grandezza e questo grazie alla semplicità con cui Homma Sensei riusciva ad esprimere i concetti, alla Sua capacità di comunicare con tutti creando “contatto” con la Sua simpatia, alleggerendo l’atmosfera con il Suo humor del tutto inusuale tra i maestri del Suo rango. Il Suo esempio e’ un grande insegnamento per noi che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo. Sahi Gaku Homma Sensei per la prima volta in Italia - (by Samuel) Parlare, o peggio commentare un'esperienza come quella passata con un uomo come Homma Sensei, presenta le sue difficoltà, per lo meno per me. Il rischio più grande è quello di sentirsi in qualche modo inadeguati. La mia scelta quindi è quella di far parlare i fatti, consapevole che essi stessi risultino molto più penetranti delle mie impressioni. La storia inizia con la proposta
di un Amico, e qui scusate, ma vorrei spendere due parole. Scusate la digressione. Dicevo, la
storia inizia con dei dvd donati da Giuseppe appunto, che
riproducevano una sintesi della manifestazione di Aikido e arti
collaterali chiamata "Aiki Expo 2002 - 2003" e organizzata a Las
Vegas da Stanley Pranin. (ore e ore di dimostrazioni di maestri
vari.... meglio di un film con De Niro!) Inutile dire che mi sono
sciroppato tutto in un fiato (A dire la sincera verità qualche
dimostrazione l'ho saltata a piè pari appena viste le prime
tecniche... non entro in merito). Dopo ripetute visioni della
suddetta dimostrazione comincio a fare ricerche su internet e trovo
il sito ufficiale del Nippon Kan, Dojo sito in Denver (Colorado -
USA) di cui Homma Sensei è fondatore. Preso dall'entusiasmo, gli risposi subito che ovviamente saremmo stati onorati della sua visita, che avremmo pensato noi a tutto (vitto, alloggio, viaggio ecc.) e chiedendo informazioni sul suo onorario eventualmente ci avesse fatto l'onore di tenere anche un seminario. Stando alle abitudini dei maestri con cui avevo avuto a che fare, mi è sembrato del tutto naturale e doveroso fare di queste richieste e proposte. Ancora una volta ho sbagliato. Lui mi risponde spiegandomi che era suo uso, quando si spostava per visitare altri Dojo, provvedere per se stesso riguardo al viaggio, vitto e alloggio. Non solo, ma che per il seminario, che sarebbe dovuto durare almeno 3 giorni, Homma Sensei non avrebbe percepito alcun compenso, l'unica condizione era che parte del ricavato dovesse essere devoluto in beneficenza presso un ente locale scelto dal Dojo ospitante. Ora, caro lettore, probabilmente
ti sarai fermato per rileggere quest'ultimo periodo con la
convinzione di aver capito male. E adesso, dopo aver riletto con
attenzione, magari ti starai chiedendo: .... è la stessa domanda che mi
sono fatto io e allora ho dedotto che forse non ero stato abbastanza
chiaro sulla situazione del Kihon. E che magari se gli avessi
spiegato con chiarezza come effettivamente stavano le cose, avrebbe
cambiato idea. .... Alla mia email nella quale presentavo e chiarificavo la situazione del Kihon esponendo inoltre le mie perplessità sulla sua intenzione di tenere un seminario per un corso tanto giovane e con un numero di iscritti tanto esiguo, Emily (moglie e presidente del Nippon Kan, in vece di Homma Sensei) mi risponde che per il Maestro sarebbe stata una gioia praticare con me e con le persone con le quali praticavo abitualmente, e che non mi sarei dovuto minimamente preoccupare di nulla, riguardo al numero o al grado dei partecipanti. Esterrefatto dalla disponibilità e dalla generosità di quest'uomo, concordo la data con Emily in relazione al viaggio in Europa già programmato e, incredulo, trovo l'associazione a cui devolvere il ricavato (di cui parlerò in seguito) e mi accingo ad organizzare il tutto. Pur sapendo che per il Maestro non
ci sarebbero stati problemi nel tenere un seminario per il solo
Kihon ho pensato che comunque non sarebbe stato giusto che una
persona e un'iniziativa tanto importante e genuina dovesse restare
una nostra esclusiva. Decisi quindi di estendere l'invito a quanti
più dojo italiani possibile, non curandomi dell'appartenenza degli
stessi a federazioni, associazioni e organizzazioni varie. Viene il giorno dell'arrivo di
Homma Sensei con Emily e Rick (l'uke del Maestro), ed io e il mio
allievo Claudio (unico superstite della prima ondata di allievi del
Kihon) fremevamo all'aeroporto di Fiumicino. Al seminario hanno partecipato
praticanti delle più diverse organizzazioni aikidoistiche (e non) e
da subito si è instaurato quel clima di collaborazione che
generalmente sopisce forse troppo spesso sotto le etichette o le
definizioni. Intendo dire che molte volte si è portati ad attribuire
automaticamente alla persona le caratteristiche o le opinioni che ci
possiamo essere fatti dell' organizzazione di cui fa parte. E così
Tizio non è più Tizio praticante di Aikido, bensì "Tizio della tale
associazione nella quale tutti si credono di essere questo o quello
e invece..." (bla, bla, bla.... potremmo andare avanti per ore). Per l'intera durata del seminario
Homma Sensei ha profuso spunti interessantissimi e nuovi sull'1% dei
quali si potrebbe studiare per una vita intera. Per concludere in bellezza e come
precedentemente accennato, l'intero ricavato del seminario è stato
devoluto in favore dell'Associazione "Naturalmente o.n.l.u.s." di
cui il Sig. Mauro Taurelli è presidente e fondatore. Questo ha
accresciuto indubbiamente il senso di positività e di benessere
proprio della pratica con Homma Sensei. L'associazione Naturalmente
è un organismo no-profit che si prende cura giornalmente di ragazzi
affetti da problemi psico-motori in alcuni casi molto seri.
Attenzione, ho utilizzato volutamente il verbo "prendersi cura"
perché è realmente quello che queste persone eccezionali fanno con i
ragazzi che ospitano. Questo vuol dire che non si limitano a farli
mangiare e a tenerli per qualche ora del giorno, anche se,
credetemi, anche queste cose che a noi possono sembrare banali
costituiscono in alcuni casi delle enormi conquiste, bensì Mauro
Taurelli e il suo staff si impegnano quotidianamente nell'educarli e
nel rieducarli utilizzando varie tecniche e strumenti come la
musica, la scultura, il disegno, il gioco ecc. con una dedizione che
altro non potrei definire se non commovente.
Grazie Homma Sensei |
|